Ci insegnano la matematica e la letteratura come due materie completamente distaccate l'una dall'altra. Anzi, ci inculcano nel cervello che solitamente una persona è più propensa verso una delle due, proprio ad intendere che le due materie si elidano a vicenda in un'eterna lotta che probabilmente non avrà vincitori (o forse no?...).
Analizziamo meglio, nella maniera più oggettiva possibile che cosa siano la matematica e la letteratura.
Probabilmente se ponessimo la domanda "Che cos'è la matematica" ad un esperto del settore, egli risponderebbe eloquentemente dilungandosi in discorsi riguardo l'analisi, la geometria, e chi più ne ha più ne metta...
Ma volendo scendere a fondo, a vedere quali sono le "basi" della matematica, io credo che il modo migliore sarebbe quello di porre quella stessa domanda ad una persona totalmente priva della conoscenza della materia. Essa probabilmente, guardando il foglio scritto in linguaggio matematico che ha davanti esclamerebbe: "Mah...non so...qui vedo solamente un'accozzaglia di simboli". STOP! E' proprio su questo che mi voglio soffermare: simboli.
La matematica nient'altro non è che una manipolazione simbolica quantitativa.
Soffermiamoci sull'aggettivo "quantitativa": la matematica si occupa di manipolare simboli, definirli, aggregarli, senza dare loro un significato qualitativo. In pratica vengono definiti degli assiomi iniziali della teoria matematica, delle regole basilari della teoria, e da solo questi due elementi deduciamo i teoremi (=="propozioni logiche vere") attraverso i quali viene sviluppata la teoria. Astratto? Certamente! Ma allo stesso tempo incredibilmente potente e utile. Infatti io non ho assolutamente parlato di "numeri" qui sopra, mi sono limitato a parlare di simboli. Questo significa che possiamo rappresentare qualsiasi cosa a livello simbolico e quindi anche "oggetti reali" o "relazioni fra oggetti reali" e porre degli assiomi basilari di questi oggetti/relazioni veri di per sé perchè ovvi, imporre delle regole trovate sperimentalmente, e da ciò dedurre teoremi che, se dimostrati ferreamente, non possono che rivelarsi veri! Siamo passati da un esperimento reale ad uno astratto e (con le dovute approssimazioni) riusciamo fare delle conclusioni su di esso, per poi riportare il risultato nella realtà. Riusciamo a fare ciò proprio perchè i simboli che utilizziamo non vengono mai intaccati dalla nostra "interpretazione" di essi, e vengono semplicemente manipolati in base alle regole della teoria (che questa sia poi basata sulla realtà come nell'esempio prima, o meno, non ci interessa).
Passiamo alla letteratura.
Io mi riferirò alla letteratura come insieme di tutte queste cose.
Un testo scritto "non in linguaggio matematico" di conseguenza è per forza letteratura.
Quando scriviamo una lettera, un tema, degli appunti, diamo un significato a ciò che scriviamo: per esempio la parola "amicizia" non è solamente l'accostamento dei simboli 'a','m','i','c','i','z','i','a' (cosa che in realtà è...), ma acquista una dimensione emotiva, semantica rispetto a come la utilizziamo noi. Di conseguenza la letteratura nient'altro non è che una manipolazione simbolica qualitativa in cui a simboli, oltre a regole per manipolarli, viene fornito un "significato", il quale addirittura può variare a seconda del contesto in cui si utilizza tale simbolo. La matematica non può permettersi tali libertà di utilizzo in quanto, se venissero attuate, non la renderebbero comprensibile a livello universale, caratteristica indispensabile per una materia tanto complessa e basata su "lavoro di squadra". Ecco un altro fattore discriminante fra i due campi dello scibile umano: mentre in ambito matematico è estremamente facile ritrovare collaborazioni fra diversi scienziati, in campo letterario è molto difficile trovare collaborazioni fra scrittori, saggisti (anche se in questo caso è più frequente, ma ciò è spiegabile in quanto nella scrittura di un saggio, l'aspetto emotivo dello scrittore passa in secondo piano rispetto al contenuto), giornalisti. Ciò ci permette di affermare che la natura qualitativa del linguaggio letterario permette di avere molteplici versioni del testo, in quanto ci sono molteplici interpretazioni, e questo ovviamente porta al fascino della letteratura.