Poesie

Il nostro torpore

Siamo anime insoddisfatte della vita,
che non vogliono e cercano niente.
Ci riposiamo in quel malefico "abbastanza"
che ci avvelena l'esistenza.
Viviamo nella mediocrità, consapevoli,
eppure assopiti dimentichiamo la nostra condizione.
Ma un'anima senza aspirazioni è nulla e
chi non ha aspirazioni è nulla.
Svegliamoci! Alziamo la testa e
combattiamo la battaglia della vita:
a volte la morte non è un insuccesso.


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Il tempo

Ecco, è cominciato,
tutto si ferma
e niente fiata;
la lancetta resta ferma
ed è così, come un sogno di infinita luce
che diffonde un rumorio attonito,
si protende verso tutto l'universo,
e sospira.
Poi riprende, la nube si dilata
e non è cambiato niente,
tranne una cosa,
il tempo.

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Quando il mondo cadrà

Quando il mondo cadrà
sarà con un silenzioso ticchettio d'orologio
che annienterà ogni passato e futuro:
un eterno presente vivrà.

Quando il mondo cadrà
nessuno sarà più sveglio,
ognuno guarderà beato il suo muro:
una rassegnata apatia vivrà.

Quando il mondo cadrà
piangeremo lacrime di gioia
sapendo che non è stata colpa nostra,
il passato colpevole sarà.

Quando il mondo cadrà
la vergogna di non essere stati all'altezza,
il sollievo di essere insieme alla fine,
tutti restii ci avvicinerà.

E per una volta,
unica nella storia,
saremo uniti,
nella tribolazione.


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Just Dance
Just dance,
pensiamo alla nostra libertà immaginaria,
ci scolliamo dalla nostra vita
ed entriamo in un limbo comune,
lontani dal mondo.
Just dance,
non vogliamo più sentire,
non vogliamo più vedere,
non vogliamo più cambiare le cose,
la mente è sgombra,
priva di emozioni.
Just dance,
addio nostro avvenire,
addio nuove speranze,
siamo in caduta verso l'oblio
del cuore e della mente.
Just dance.


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Elegia della paura

Prospettive irreali
io scorgo con la coda dell'occhio
camminando nel parco,
freddo e solo.
Niente assume la sua naturale
postura
e tutto è immobile nella mia mente.

Io non conosco ciò che vedo:
un ombrello umano e nero
lontano mi osserva, immenso
e ideale.
Sono distante da tutto,
tutto si allontana e
s'espande, mi sovrasta,
tutto è immenso
e io sono nulla,
in questa solitudine di vetro.

Cammino, e sento
il Niente che m'attraversa,
e ho freddo.
La calma interiore mi culla
nella notte blu e nera.
Il brivido del sentirsi
insignificante
mi elettrizza il corpo e la mente.
Osservo il corpo imponente, sperduto,
lontano...

... di un cipresso.
Chilometri in altezza,
foglie grigie,
ondeggiano ad un vento
che non avverto.
Tutto è ideale e monumentale,
e io sono estraneo, lontano.
Sono un atomo cosciente
che scruta l'immenso.
Il cielo s'illumina,
tutto è bianco,
il cipresso, nero,
ondeggia nel silenzio
che tutto annulla.

Paura.


**























 

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