Io non recensisco film, e personalmente non penso neanche di saperlo fare, ma a volte ho bisogno di esprimere quello che provo riguardo un film che ho visto, che, personalmente, ho amato.
Parlo di Cloud Atlas (L'Atlante delle Nuvole), film del 2013 diretto dai fratelli Watchosky e da Tom Tykwer.
Non voglio scendere in tecnicismi e riflessioni tipiche delle normali recensioni. Questa quindi NON è una recensione. Mi "limiterò" ad esprimere ciò che quest'opera mi ha trasmesso.
Mi importa poco di quello che i registi (o l'autore del libro da cui il film è tratto) hanno cercato di trasmettermi, mi importa solamente ciò che mi è arrivato personalmente.
In giro per la rete leggo di riferimenti al tema della reincarnazione, tema tanto caro ai fratelli Watchosky insieme a quello del Karma. Probabilmente ciò è vero e probabilmente era uno degli scopi principali degli autori, ma nella mia personale esperienza questo tema è passato letteralmente in secondo piano (se non in terzo).
Quello che ho sentito in tutto il film, ma soprattutto nel finale, è il sentimento e la spinta verso la comprensione della storia dell'umanità. La storia sì narra 6 storie particolari nel corso del tempo, ma le transpone su un piano universale che le rende rappresentanti di tutte le nostre vite.
Questo film cerca di tirare le somme di ciò che noi umani siamo, di cosa rappresentiamo nel mondo, nell'universo, e della nostra evoluzione nel rapporto con gli altri.
Nel finale, ambientato in un futuro remoto (circa nel 2300), si sente la potenza schiacciante della nostra storia di uomini, la quale continua (non si sa per quanto), ci modifica, ci distrugge, ci rigenera.

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