| Un neurone e le sue parti principali |
Per rispondere a questa domanda pressochè colossale dobbiamo ridurre l'oggetto della nostra discussione ai suoi minimi fattori: i neuroni.
Senza dilungarmi troppo sul funzionamento dei neuroni, mi limito a dire che il loro scopo è trasmettere informazioni: e l'unica maniera possibile di trasmettere informazione a livello elementare è tramite scariche elettriche. A seconda che per il neurone passi o no la scarica si viene a formare l'informazione (che diventa via via sempre più complessa e completa aggiungendo sempre più neuroni al processo, ed aumentando esponenzialmente le possibilità di informazione).
Ora sorge una domanda decisamente affascinante e straniante:
DA CHI SONO GUIDATI I NEURONI?
Infatti ragionando in base all'attività neuronale ci rendiamo conto che tutto il funzionamento della mente, ogni nostro pensiero o sentimento è regolato da semplici (quasi elementari) leggi fisiche.
Ma se tutto è regolato deterministicamente (proprio come avviene nella programmazione di un computer: infatti, il meccanismo che regola lo scambio di informazioni nel cervello è pressochè identico a quello dei calcolatori, dai più semplici ai più complessi, i cui fattori minimi sono i bytes i quali possono essere accesi o spenti)...COME E' POSSIBILE CHE IO POSSA PENSARE LIBERAMENTE? IL MIO PENSIERO E' VERAMENTE IL MIO O E' REGOLATO A PRIORI?
Cosa spinge quella scarica elettrica a passare per quel neurone in quel determinato istante, provocando (a livello più elevato) il mio pensiero?
Se effettivamente ogni neurone opera secondo una precisa programmazione, allora sarebbe immediato affermare che non esiste alcuna differenza fra il cervello umano e quello di un computer: i computer "pensano" solamente ciò che è stato programmato loro di pensare ed operano in medesimo maniera.
In sostanza, il fatto che io in questo preciso momento stia scrivendo proprio del funzionamento della mente umana e della sua programmabilità non sarebbe altro che il frutto premeditato della mia mente programmata.
Lasciando a parte la scontata domanda "chi sarebbe il programmatore della mia mente?" che sorge spontanea, ma ci porta drasticamente fuori strada, passiamo ad un altro argomento interessante e comunque correlato.
Se alla base di ogni mia attività cognitiva è presente un semplice e sterile fenomeno fisico, che non include alcuna forma d'intelligenza, COME E' POSSIBILE CHE IO SIA UN ESSERE INTELLIGENTE?. Come è possibile che dalla semplice fisicità dei neuroni e dal loro semplice funzionamento (acceso/spento) scaturisca un pensiero intelligente?
Semplificando la questione (quasi in termini matematici) si hanno due possibilità:
Cosa spinge quella scarica elettrica a passare per quel neurone in quel determinato istante, provocando (a livello più elevato) il mio pensiero?
Se effettivamente ogni neurone opera secondo una precisa programmazione, allora sarebbe immediato affermare che non esiste alcuna differenza fra il cervello umano e quello di un computer: i computer "pensano" solamente ciò che è stato programmato loro di pensare ed operano in medesimo maniera.
In sostanza, il fatto che io in questo preciso momento stia scrivendo proprio del funzionamento della mente umana e della sua programmabilità non sarebbe altro che il frutto premeditato della mia mente programmata.
Lasciando a parte la scontata domanda "chi sarebbe il programmatore della mia mente?" che sorge spontanea, ma ci porta drasticamente fuori strada, passiamo ad un altro argomento interessante e comunque correlato.
Se alla base di ogni mia attività cognitiva è presente un semplice e sterile fenomeno fisico, che non include alcuna forma d'intelligenza, COME E' POSSIBILE CHE IO SIA UN ESSERE INTELLIGENTE?. Come è possibile che dalla semplice fisicità dei neuroni e dal loro semplice funzionamento (acceso/spento) scaturisca un pensiero intelligente?
Semplificando la questione (quasi in termini matematici) si hanno due possibilità:
- I neuroni sono semplici elementi fisici che non presentano alcun tipo di intelligenza. Di conseguenza l'intelligenza non esiste e ciò che pensiamo è preprogrammato (o direttamente derivante dal mondo esterno), senza alcun tipo di contributo volontario. Di conseguenza non esiste (ad un livello abbastanza elevato di astrazione) nessuna differenza fra un cervello umano ed un calcolatore elettronico. Entrambi reperiscono informazioni dall'esterno (input) e restituiscono dati in uscita (output).
- I neuroni sono intelligenti: sanno che informazione far passare e quale no. Sono in tutto e per tutto degli esseri pensanti. Ciò, se fosse vero sarebbe a dir poco sconvolgente poichè significherebbe che la nostra mente possiede uno strumento di controllo delle informazioni autonomo rispetto al nostro pensiero, ma che lo rende autentico e libero. Chiamiamolo come vogliamo, ma io preferisco il termine che per milleni gli è stato affibiato: anima.
E chi regola questa nuova interazione? E così via all'infinito.
Presupporre che la mente sia guidata da un'ente intelligente presuppone anche l'esistenza di infiniti enti intelligenti che regolano il nostro pensiero, a livelli sempre più elevati!
Nessun commento:
Posta un commento