domenica 14 ottobre 2012

Uno e Infinità



Essere uomini è la più grande tortura e sofferenza che può essere impartita ad un’entità vivente nel nostro universo.
Tendiamo verso l’infinito, lo percepiamo e lo desideriamo, ma non possiamo raggiungerlo: non abbiamo i mezzi fisici e mentali per arrivare a qualsiasi tipo di conoscenza dell’universo che ci circonda.
E voi direte: Beh…di scoperte ne abbiamo fatte! Guarda la relatività, guarda la legge di gravitazione universale! eccetera eccetera…
Io non mi riferisco a questo tipo di scoperte: esse riguardano essenzialmente il lato meccanico-funzionale, parte sempre importante (ed anche la più utile per noi sul lato pratico, in quanto ci permette di costruire strumenti per migliorare la nostra vita), ma niente ci dicono sulla struttura dell’universo ad un livello più elevato. Mi spiego meglio: siamo perfettamente in grado di descrivere il moto di un pianeta, quanto la sua massa deformi lo spazio-tempo circostante, ecc…, ma non riusciamo a comprendere il perché avviene proprio questo. E voi subito affermerete: Ma il “perché” lo sappiamo, esistono fogli su fogli di dimostrazioni matematiche e fisiche che spiegano proprio il perché avviene quel fenomeno al posto di un altro. Non è questo il punto, vediamo la questione da un livello di astrazione più elevato: su cosa si basano le leggi fisiche? Su dati sperimentali che poi vengono generalizzati, è molto semplice. Noi sappiamo che l’universo funziona in questo determinato modo, ma non sappiamo il perché.
Non sto assolutamente parlando di religione e quindi escluderò la faccenda di Dio da questa discussione, anche se è un argomento che si trova veramente vicino.
La domanda finale è: Riusciremo mai a sapere il perché del comportamento delle leggi fisiche? Perché le leggi fisiche sono quelle che sono? Cosa ha “creato” le leggi fisiche?
Se riuscissimo a comprendere la struttura ad alto livello dell’universo (utilizzando termini informatici) avremmo una chiave di lettura di tutti i processi che avvengono a livello inferiore.
Stiamo attenti però! Cosa ci dà la certezza che, una volta compresa la struttura al livello più alto del nostro, non esista una struttura ad un livello ancora più alto? Niente, poiché non lo possiamo dimostrare con i nostri strumenti logico-matematici-fisici rimarranno sempre incatenati al livello che noi conosciamo in quel momento e solamente con ipotesi ed astrazioni veramente ardite riusciremo a concepire livelli più alti. C’è, oltre a questo, anche una motivazione psicologica: il nostro cervello non riuscirà mai a gestire un numero infinito di astrazioni semplicemente perché non abbiamo la facoltà cognitiva per farlo: un esempio di ciò sono le nostre vacillazioni nella descrizione di universi multidimensionali (non riusciamo ad immaginare universi oltre le quattro dimensioni!).

Ma lasciatemi anche spezzare una lancia in favore dell’uomo e del suo cervello. Riuscite a pensarci? Noi, esseri infinitesimali sperduti in un universo che (per noi) è infinito, riusciamo a trasportare ed ad elevare la nostra mente verso gli spazi più sconfinati, verso dimensioni parallele. Nel corso della nostra storia siamo riusciti a farci un’idea abbastanza chiara del funzionamento delle parti dell’universo a noi più vicine, fino ad arrivare a concepire teorie che abbracciavano l’intero (se fosse finito) universo.
Questo mi porta ad un’altra riflessione: che differenza c’è tra la realtà fisica e quella mentale?
Cosa ci dà assoluta certezza che l’unica vera sia la prima? Possibile, invece, che la mente ed il corpo possano vivere in due universi differenti?
Io sono molto propenso, riguardo l’ultima domanda, verso un sì.

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