Essere
uomini è la più grande tortura e sofferenza che può essere impartita ad
un’entità vivente nel nostro universo.
Tendiamo
verso l’infinito, lo percepiamo e lo desideriamo, ma non possiamo raggiungerlo:
non abbiamo i mezzi fisici e mentali per arrivare a qualsiasi tipo di
conoscenza dell’universo che ci circonda.
E
voi direte: Beh…di scoperte ne abbiamo
fatte! Guarda la relatività, guarda la legge di gravitazione universale! eccetera
eccetera…
Io
non mi riferisco a questo tipo di scoperte: esse riguardano essenzialmente il
lato meccanico-funzionale, parte sempre importante (ed anche la più utile per
noi sul lato pratico, in quanto ci permette di costruire strumenti per
migliorare la nostra vita), ma niente ci dicono sulla struttura dell’universo ad un livello più elevato. Mi spiego
meglio: siamo perfettamente in grado di descrivere il moto di un pianeta,
quanto la sua massa deformi lo spazio-tempo circostante, ecc…, ma non riusciamo
a comprendere il perché avviene
proprio questo. E voi subito affermerete: Ma
il “perché” lo sappiamo, esistono fogli su fogli di dimostrazioni matematiche e
fisiche che spiegano proprio il perché avviene quel fenomeno al posto di un
altro. Non è questo il punto, vediamo la questione da un livello di
astrazione più elevato: su cosa si basano le leggi fisiche? Su dati
sperimentali che poi vengono generalizzati, è molto semplice. Noi sappiamo che
l’universo funziona in questo determinato modo, ma non sappiamo il perché.
Non
sto assolutamente parlando di religione e quindi escluderò la faccenda di Dio
da questa discussione, anche se è un argomento che si trova veramente vicino.
La
domanda finale è: Riusciremo mai a sapere il perché del comportamento delle
leggi fisiche? Perché le leggi fisiche sono quelle che sono? Cosa ha “creato”
le leggi fisiche?
Se
riuscissimo a comprendere la struttura ad alto livello dell’universo
(utilizzando termini informatici) avremmo una chiave di lettura di tutti i
processi che avvengono a livello inferiore.
Stiamo
attenti però! Cosa ci dà la certezza che, una volta compresa la struttura al
livello più alto del nostro, non esista una struttura ad un livello ancora più
alto? Niente, poiché non lo possiamo dimostrare con i nostri strumenti
logico-matematici-fisici rimarranno sempre incatenati al livello che noi
conosciamo in quel momento e solamente con ipotesi ed astrazioni veramente
ardite riusciremo a concepire livelli più alti. C’è, oltre a questo, anche una
motivazione psicologica: il nostro cervello non riuscirà mai a gestire un numero
infinito di astrazioni semplicemente perché non abbiamo la facoltà cognitiva
per farlo: un esempio di ciò sono le nostre vacillazioni nella descrizione di
universi multidimensionali (non riusciamo ad immaginare universi oltre le
quattro dimensioni!).
Ma
lasciatemi anche spezzare una lancia in favore dell’uomo e del suo cervello.
Riuscite a pensarci? Noi, esseri infinitesimali sperduti in un universo che
(per noi) è infinito, riusciamo a trasportare ed ad elevare la nostra mente
verso gli spazi più sconfinati, verso dimensioni parallele. Nel corso della
nostra storia siamo riusciti a farci un’idea abbastanza chiara del
funzionamento delle parti dell’universo a noi più vicine, fino ad arrivare a
concepire teorie che abbracciavano l’intero (se fosse finito) universo.
Questo
mi porta ad un’altra riflessione: che differenza c’è tra la realtà fisica e
quella mentale?
Cosa
ci dà assoluta certezza che l’unica vera sia la prima? Possibile, invece, che
la mente ed il corpo possano vivere in due universi differenti?
Io
sono molto propenso, riguardo l’ultima domanda, verso un sì.
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